CAVATORE
Borgo medioevale dell’alto
Monferrato in provincia di Alessandria. Situato a 516 mt. di
altitudine, si estende sulle propaggini settentrionali
dell’Appennino ligure ed ha il punto più elevato sul livello del
mare nel monte Capriolo, a 544 mt. Dista 5 km. dalla città di Acqui
Terme, alla quale è collegato tramite la strada provinciale n. 210 e
km. 40 dal capoluogo.
Confina con Acqui Terme,
Grognardo, Ponzone, Melazzo e Cartosio. Il suo territorio collinare è
suddiviso in sette valli disposte a raggiera attorno al concentrico:
Valle Orecchie, valle Zani, valle Ferri, valle Croce, valle Rango,
valle Caliogna, valle Prati. Il corso d’acqua più importante è il
Ravanasco che sfocia nella Bormida in località Bagni.
La popolazione consta di 308
abitanti, la maggior parte dei quali risiede nelle valli.
Le abitazioni del concentrico
sono tutte in pietra locale, un elemento importantissimo nel
territorio.

Cavatoresi nel 2000.
Un po’ di storia
Nel 961 Cavatore appartiene alla
mensa Regia e nel 996 con diploma di Ottone III di Sassonia viene
chiamato per la prima volta Comune e classificato come "castrum et
villa" appartenenti alla Chiesa d’Acqui. Nel 1300 consta di un
castello e di una villa e coloro che ivi risiedono sono organizzati
in Comune, retto da tre consoli e da un Consiglio di 14 membri. La
casa comunale, in cui si tengono le riunioni del Consiglio, si trova
nel Castello.
Nel 1383 con l’accordo stipulato
dal vescovo Enrico Scarampi con il procuratore del marchese Teodoro
II Paleologo finisce il potere temporale dell’episcopato acquese e
Cavatore, con i castelli rimasti, passa nelle mani dei poteri laici.
I signori investiti del feudo di
Cavatore sono: marchesi Del Bosco, marchesi del Monferrato, marchesi
Malaspina, conti Lodrone, marchesi Guasco, conti Bigliani, duchi
Guarino di Mantova, marchesi Falletti di Barolo.
Nel 1703 le terre di Cavatore,
con la provincia d’Acqui, passano sotto il dominio Savoia.
Nel 1805 appartiene alla Francia
e, dopo la sconfitta di Napoleone, nel 1815 torna sotto i Savoia.
LA TORRE

La torre
è la più antica del
territorio e consiste in un mastio a base quadrata dalla perfetta muratura: le sue uniche aperture sono l’ingresso con arco a tutto
sesto architravato, posto a circa un terzo dell’altezza della
costruzione, una finestrella ed una porticina ad architrave sottostante l’accesso.
LE CHIESE
CIMITERIALE DI SAN
LORENZO

Risalente al 1100, è
stata riconosciuta dalla Sovrintendenza alla Belle Arti come un
raro esemplare del più puro romanico piemontese. Sorta forse come
semplice cappella "fuori del luogo", diventa parrocchia e resta tale
sino al 1500 quando, con il rifiorire del borgo, viene sostituita
dalla chiesa di Sant'Antonio
PARROCCHIALE SAN LORENZO

Vecchia parrocchiale di Sant'Antonio, navata nord ristrutturata

SAN BERNARDO

San
Bernardo è stata costruita verso il
1600 sull’antica strada che da Acqui conduceva a Cavatore.
SAN SEBASTIANO

San
Sebastiano è una chiesetta
campestre ubicata sulla provinciale Acqui - Ponzone
SAN ROCCO

Chiesetta di San Rocco: già
attestata negli atti notarili del 1500 come semplice cappella, fu
poi atterrata e ricostruita a fine settecento e benedetta nel
1835 voluta dai Cavatoresi affinché il Santo protettore dei
pellegrini e degli appestati proteggesse e allontanasse il morbo che
sterminava interi paesi.
La Felicita
.
La
costruzione medievale, facente parte della prima cinta di mura,
apparteneva in passato a famiglie borghesi. Il piano seminterrato
veniva utilizzato come cantina, il primo come granaio e nel secondo
veniva conservata la frutta.
Attualmente è di proprietà del Comune e viene utilizzata per
convegni e mostre.
PERSONAGGI ILLUSTRI
Che hanno reso famoso Cavatore
GINEVRA SCATILLAZZI
Figlia del dott. Bartolomeo Scatillazzi, castellano di Cavatore celebrata ed ammirata dai contemporanei, l’erudita Ginevra salutò
tanto affabilmente, in latino forbito, papa Polo III Farnese.
Durante la sua visita ad Acqui nel 1578, da indurlo a dichiarare:
“Ad Acqui vidi tre meraviglie: le acque bollenti, una folta
vegetazione tutto attorno
Ed una donna sapiente.”
MIGNONE DON GUIDO
Professore di filosofia, allievo del padre Beccaria ed autore
dell’opera “De Aerometria”.
GIANOGLIO GIACOMO
Sindaco sino alla morte avvenuta nel 1874. Deputato al Parlamento
Sabaudo a Torino.
STANGA
DON CARLO
Parroco di Cavatore dal 05/03/1981 al 12/01/1943. A lui si deve la
costruzione dell’attuale Chiesa parrocchiale.
RACINA GIUSEPPE
Ideatore di tutti i Mausolei e Monumenti di pregio artistico nelle
Indie Olandesi,
eseguiti dal 1900 al 1941. Medaglia d’oro Esposizione Internazionale
Milano 1906,
Medaglia d’oro Semarang (Giava) 1914.
GIANOGLIO AVV.
GUSTAVO
Sindaco di Cavatore e coniugato con Eugenia Sella, nipote di
Quintino Sella.
MIGNONE MONS. EMANUELE
Entrato giovinetto nel seminario, fu ordinato sacerdote nel 1887.
Nel 1909 il papa Pio X lo promosse alla sede vescovile di Volterra.
Nel 1919 papa Benedetto XV lo trasferì ad Arezzo.
PETTINATI
PROF. COL. LUIGI
Ferito mortalmente da un cecchino nemico nel corso di una ispezione
alle truppe destinate all’attacco del monte Nero, morì a Caporetto e fu il primo
alpino a guadagnarsi la medaglia d’oro nella guerra del 1915-18.
CURIOSITA'
Ladro gentiluomo
Una leggenda
narra che qui a Cavatore in Via Rotonda, vivesse un uomo nobile di
buon cuore. Egli non sopportava che i suoi “colleghi nobili” si
appropriassero di tutti gli alimenti e che non rimanesse nulla per i
contadini e i poveri. Allora nottetempo indossava le scarpe alla
rovescia ed andava a rubare le derrate nei magazzini dei ricchi. In
questo modo nessuno poteva capire da dove arrivasse il ladro, e lui
non fu mai scoperto.
Neonato
abbandonato
Nel 1647
all’interno della chiesa di san Rocco è stato ritrovato un bambino
di circa cinque mesi disteso sopra un po’ di fieno e coperto con la
tovaglia dell’altare. Il bambino, di nome Eugenio, venne affidato ad
una balia per essere nutrito ma essendo già stato esposto nella
chiesa della Pieve di Ponzone era gracile per cui mori. (vedi
libretto San Rocco).
La pietra con
buco
All’inizio di via
Roma, appoggiata alla "Casa Felicita" si trova una pietra con al
centro un grande foro. Essa ha sempre destato grande curiosità nelle
persone le quali non sanno spiegarsi quale funzione abbia avuto.

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